Toscana, un viaggio fra i vigneti.

Cosa bisogna assolutamente assaggiare in un viaggio in Toscana? Come scegliere fra tanti vini meravigliosi? Proviamo a rispondere con una piccola lista per neofiti.
La produzione di vini d’eccellenza della Toscana mette quasi soggezione, e leggere un elenco dei DOC e DOCG di questa regione fa capire immediatamente che per conoscerli davvero servirebbero anni di passione e degustazioni.
Ma quando ci si concede una vacanza in Toscana è logico desiderare di farsi almeno un’idea, una specie di mappa dei sapori e delle delizie di questa terra. Per questo abbiamo chiesto al sommelier dell’Hotel storico Bagni di Pisa, XXXXXXX, XXXXXXX, un aiuto da esperto. Gli abbiamo domandato una lista di indispensabili, da assaggiare assolutamente. Naturalmente qualsiasi lista così sarà riduttiva, però in questo modo abbiamo un punto di partenza, degli elementi sicuri per iniziare a gustare questi tesori del territorio.

Il primo da assaggiare è il Morellino di Scansano, un rosso della Maremma. È un vino che si beve giovane, e forse per questo è il modo di iniziare questo viaggio. Nasce prevalentemente da vitigni di Sangiovese, con apporti di Alicante e Malvasia Nera. Accompagna i primi a base di sughi e i secondi di carne. Per assaggiarlo si potrebbe scegliere quello della Fattoria Le Pupille, opera di Elisabetta Geppetti, che non a caso spesso viene chiamata “la Signora del Morellino” e che ne ha fatto l’emblema della sua cantina.

Continuiamo gli assaggi con la Vernaccia di San Gimignano, un bianco affascinante e che vanta secoli di storia e migliora con qualche anno di affinamento in bottiglia.
Viene da una zona di produzione veramente ristretta, che coincide con il territorio del comune di San Giminiano. Si beve fresco come aperitivo e moderatamente fresco a tavola. Accompagna perfettamente la carne del maiale della varietà “Cinta senese”.

Il Vermentino di Toscana dei Bolgheri, della Tenuta Guado al Tasso, è uno dei vini delle cantine Antinori. Il Vermentino è un vitigno famoso, che fa subito pensare alle terre che contornano il Tirreno. Quello di Bolgheri di Guado al Tasso è giallo paglierino con riflessi verdognoli. Ha un profumo fresco e intenso, un gusto fruttato, sapido e persistente.

Il Chianti è un monumento dell’enologia italiana e mondiale. Si rischia di perdersi fra le sue diverse sfumature, ma la nostra guida ce ne consiglia uno delle cantine Pieve de’ Pitti della sottozona delle colline pisane. È prodotto secondo la ricetta classica del Chianti, da sole uve Sangiovese, Canaiolo e Malvasia Nera. Si beve con le carni alla brace, gli arrosti e la cacciagione, ma in un tour gastronomico della Toscana è d’obbligo abbinarlo alla ribollita o al cacciucco.
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Il Brunello di Montalcino è il fiore all’occhiello dell’enologia toscana. Insieme al Barolo, è il più grande vino da invecchiamento in Italia e può raggiungere anche 80 anni di età. Per imparare a conoscerlo, sceglietene uno delle cantine Biondi Santi, la famiglia che secoli fa ha creato questo vino. Preparatevi a un acquisto importante, e degustatelo con attenzione e rispetto.

Un altro Chianti è d’obbligo: il Chianti Classico Barone Ricasoli. Le cantine Barone Ricasoli risalgono addirittura al 1141, e questo ne fa la quarta azienda familiare più antica al mondo. Il Chianti come lo conosciamo è una creazione di questa famiglia, e di questa cantina.

Con pietre di paragone come il Chianti Classico e il Brunello di Montalcino si potrebbe pensare che i produttori si sarebbero impegnati solo nel conservarne intatto il prestigio e la tradizione. Ma la creatività dei produttori toscani è andata ben oltre, con una vera rivoluzione enologica. Dagli anni settanta del ventesimo secolo si sono affacciati alla ribalta internazionale vini nuovi, nati come variazioni del disciplinare del Chianti Classico, sostituendo le uve bianche con uve come Cabernet Sauvignon e Merlot. Il primo di questi vini è stato il Tignanello, della casa Antinori. Oggi è uno dei vini italiani più ricercati e più premiati.

Per concludere, il vino da dessert per eccellenza: il Vin Santo. Prodotto con uve passite Trebbiamo e Malvasia, e in una sua variante con uve Sangiovese, può essere dolce o secco, ma sempre ad alta gradazione. La nostra guida, alla ricerca della perfezione, consiglia quello prodotto a Lamporecchio, che non sarà facile trovare.

Un viaggio alla scoperta dei vini Toscani non può essere completo senza visitare i luoghi di produzione. Nella zona del Chianti ci sono due visite che non si possono mancare. La prima è alla tenuta del Castello di Brolio, dei Baroni Ricasoli, dove è nato il Chianti classico.
La seconda è alla tenuta Tignanello delle cantine Antinori, dove è iniziata la rivoluzione dei nuovi grandi vini.
Sono l’inizio e il traguardo, la tradizione e l’innovazione, luoghi quasi sacri per gli appassionati dei vini di tutto il mondo.
Saranno un punto fermo di questo viaggio, fra storia, tradizione e creatività nel mondo affascinante dei vini toscani.
 
 
 
 
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