Nella valle del Cioccolato

In Toscana, fra Firenze, Pisa, Pistoia e Prato un piccolo gruppo di artisti del cacao crea cioccolati di qualità sopraffina.
Se si parla di gastronomia toscana vengono subito in mente moltissime delizie dai vini all’olio fino ai mille piatti che sono famosi in tutto il mondo.
Da qualche anno però una zona della Toscana è diventata famosa per la produzione di qualcosa che non viene immediatamente associato a questa regione: il cioccolato.
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La chiamano la Chocolate Valley, per dare subito la sensazione di un fermento creativo, di un gran numero di aziende che si occupano di questa ghiottoneria. Va da Firenze a Pisa, da Pistoia e Prato, passa da Musummano Terme ad Agliana.
 
Grotta Giusti è in una posizione davvero felice per un viaggio alla scoperta di queste meraviglie del gusto. È perfetta per la posizione, e adattissima per lo spirito l’atmosfera. Niente di meglio delle sue sale eleganti e ricche di storia per degustare con calma e attenzione gli acquisti.
La sua spa è ideale per abbinare al relax della fonte termale naturale il piacere di uno assaggio di cioccolato da veri intenditori.
La Chocolate Valley toscana è una realtà nuova, fatta di giovani talenti e di maestri affermati, di grandissime passioni e di piccole produzioni.
La cultura italiana delle botteghe di eccellenza e della ricerca continua della perfezione è tornata, un pezzetto di cioccolato alla volta.
Sono vere gemme del gusto, da scoprire viaggiando di bottega in bottega, tanto legate ai loro creatori e al luogo di produzione che bisogna citarli così, con nome e cognome e con la località.
Così a Pontedera troviamo Amedei, il marchio opera di Cecilia Tessieri, a Pisa Federico Salza e Paul de Bondt, a Montopoli Simone De Castro, a Cascina Claudia Matteoli, a Monsummano Terme Andrea Slitti, ad Agliana Roberto Catinari, a Prato e ad Agliana Luca Mannori, e tanti altri.
Fra tutte le firme e tutte le botteghe, ogni possibile applicazione del cioccolato qui si riscopre in forme nuove, con idee originali e con una qualità assoluta. Tanto che nelle grandi competizioni internazionali dedicate ai maestri cioccolatai gli artigiani toscani sono spesso fra i protagonisti.
Girando fra le botteghe potrete assaggiare le classiche tavolette, praline, creme spalmabili, tortine, cremini, lingotti, sculture di cioccolato. Ma ci sono anche i bastoncini di mandorla e riso soffiato ricoperti di cioccolato, i cioccolatini creati apposta per essere gustati insieme a uno dei più famosi passiti siciliani, il marzapane al cioccolato, perfino la granella di fave di cacao rivestite di cioccolato e i chicchi di caffè pura arabica ricoperti di cioccolato extra fondente.

La ricerca della perfezione nel gusto e nell’aroma richiede una conoscenza e un’esperienza a livello internazionale, esige che i produttori scelgano in prima persona la materia prima, perfino con lunghi viaggi nei luoghi di produzione.
Alcuni di questi artisti hanno affinato la loro abilità studiando presso le grandi scuole della cioccolateria europea, in Francia o in Belgio, altri hanno imparato a bottega. Qualcuno è arrivato all’arte cioccolataia passando dalla tradizione di famiglia della torrefazione del caffè, un mondo di gusti parallelo che gli ha dato la sensibilità e l’inventiva per questa avventura.
In tutte le botteghe ci sono punti in comune: il rispetto della materia prima, l’impegno di seguire direttamente tutto il complesso percorso della produzione, dal chicco alla tavoletta. E ancora la dimensione artigianale, il legame con il territorio e lo sguardo aperto al panorama del gusto internazionale.

Quello della Toscana è un approccio nuovo all’arte del cioccolato, o forse è un ritorno all’approccio più antico, al tempo della scoperta delle Americhe, quando il cacao era appena arrivato in Europa, e proprio in Toscana si sperimentava come utilizzarlo.
Prove, esperimenti, quasi invenzioni per scoprire come trarre il massimo del gusto, mille comparazioni fra varietà e provenienze diverse, accostamenti che sorprendono e il coraggio di riproporre i sapori classici.
È un Rinascimento del cacao, con l’umiltà di imparare dai maestri del passato e il coraggio di innovare.
 
 
 
 
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